Molti di noi hanno ancora i grembiuli da lavoro dei genitori o dei nonni nel proprio garage. Chi non ha i grembiuli ha qualche vecchio utensile ancora funzionante, una pialla, una lima, o una sega con qualche dente in meno. Alcuni hanno semplicemente il ricordo e la sensazione che si provava ad entrare nel laboratorio: il pulviscolo che si intravedeva in controluce, l’odore di segatura misto a vernice, il rumore del compressore che scandiva le giornate con precisione svizzera.

Abitavo proprio sopra la falegnameria di mio padre, che era stata di mio nonno, ma già allora lo chiamavano “negozio di arredamento“. Il pomeriggio dopo la scuola ero sempre lì, non potevo farne a meno.

25 anni dopo mi trovo a pensare a quanta fatica facesse per fare un armadio su misura, e a quanta ne faccio io ora. Lui usava le mani, un tecnigrafo, una sezionatrice, un trapano a colonna, una bordatrice, un banco sega, una fresa, carta vetrata, una pistola per verniciatura e tanto altro. Io un computer

Lui non aveva alcun limite, se non la sua bravura. Io parto da un modulo da 45, 60, 90 cm. 

Standard.

“E allora cosa vuole dire su misura oggi?”

È una domanda che mi sono fatto milioni di volte e la risposta era che se dovesse essere proprio necessario un modulo da 45 l’avrei potuto tagliare a 42,5. Avrei potuto ridurre la profondità di una base per passare davanti a una colonna, oppure tagliare in altezza per passare sotto a una trave. Questo basta per fare diventare una cucina su misura? Mio padre faceva le cassettiere da 71,5 se necessario, pure ridotte in profondità e in altezza.

Molte aziende ti riderebbero in faccia. 

“E allora cosa significa fare mobili su misura oggi?”

La risposta è arrivata per caso: a distanza di 4 mesi l’uno dall’altro, si sono presentati due clienti con la stessa piantina del living quotata dal costruttore al terzo e al quinto piano dello stesso edificio. Il primo è tornato a casa con una cucina con isola attrezzata, colonne contenitive alle spalle integrando frigorifero side by side. Il secondo con cucina lineare lavello monovasca sottofinestra, senza forno. 

A misura oggi significa A MISURA DELLE TUE ESIGENZE. Ormai non esiste più solo la formica o il marmo tra cui poter scegliere, non esiste più solo il buono o il meno buono, ma esiste ciò che si adatta di più alle tue esigenze, per fare in modo che quel mobile possa seguirti nel tempo. 

È qui che il progettista che hai davanti può fare la differenza, perché la soluzione giusta per una persona può essere la soluzione sbagliata per un’altra. 

A questo punto l’ascolto, gli spazi, le esigenze e l’esperienza mi hanno dato la libertà di creare uno spazio che si adatta al cliente, come un abito sartoriale.

A MISURA DELLA TUA CASA, A MISURA DELLE TUE ESIGENZE.